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Pensare la Decrescita dopo l’emergenza sanitaria

La drammatica crisi attuale si è contraddistinta per l’evidente inadeguatezza della classe dirigente di tutti i paesi interessati dalla pandemia nell’affrontare la situazione emergenziale, sia nei suoi risvolti sanitari sia nelle sue implicazioni economiche. Ma, al di là delle responsabilità di singoli centri decisionali e agenzie tecniche-sanitarie, la crisi ha mostrato soprattutto gli enormi spazi lasciati scoperti per decenni dall’inazione politica che oggi richiede una risposta dal basso in grado rimettere in discussione le dinamiche patologiche dell’attuale cultura politica, economica e finanziaria.

Articoli Recensioni

Oltre la religione del Denaro

di Simone Lanza
Recensione al testo di Serge Latouche, Come reincantare il mondo, la decrescita e il sacro, Torino, Bollati-Boringhieri, 2020; (ed. fr. Comment reenchanter le monde, Paris, 2019)

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Crisi economica: FIAT batte cassa approfittando della pandemia

Comunicato 8.6.2020
La più grande crisi economica dal secondo dopo guerra ad oggi si profila all’orizzonte. Le stime realizzate dall’Istat mostrano una contrazione del Pil del 4.8% realizzatasi già nel primo trimestre 2020, mentre Confindustria prevede una riduzione del 10% che si verificherà entro giugno 2020. In confronto la crisi del 2008, con il suo misero -2.8%, sembra una lieve recessione.

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Cosa ci sta insegnando questa pandemia

di Gianni Tamino
L’obiettivo evolutivo di tutte le forme viventi è la propria riproduzione, per colonizzare l’ambiente di vita, obiettivo che entra in relazione, talora conflittuale, con lo stesso obiettivo riproduttivo di tutti gli altri organismi: da queste relazioni si sviluppano gli equilibri che caratterizzano gli ecosistemi e che pongono limiti alla crescita delle popolazioni e dei consumi di ciascuna specie. In ecologia si parla di carrying capacity (o capacità di carico) per spiegare che, sulla base delle caratteristiche di un ecosistema, gli individui di una popolazione non possono superare i limiti imposti dalle risorse disponibili. Un classico esempio per spiegare questo fenomeno è quello della relazione tra preda e predatore: alla crescita del numero di predatori corrisponde una diminuzione significativa del numero delle prede, che innesca – per scarsità di cibo – un conseguente calo anche dei predatori.

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Coronavirus: COVID-19, prove tecniche di trasmissione

di Carlo Modonesi
Turbamenti e inquietudini sociali ascrivibili a situazioni oggettivamente drammatiche hanno segnato un’infinità di volte la storia umana, anche quella più recente, come dimostrato dalla sequenza di crisi gravi degli ultimi decenni causate da guerre, incidenti nucleari, cambiamento climatico, eventi estremi e terremoti che hanno seminato devastazione e terrore in numerose aree del pianeta, dove la sofferenza e la paura sono ancora oggi i sentimenti dominanti. Ma nel caso dell’epidemia da COVID-19, ormai divenuta vera pandemia, siamo di fronte a uno scenario molto diverso, che, almeno per il momento e per quanto ne sappiamo, richiede unicamente risorse, capacità di valutazione e iniziative efficaci e coordinate a più livelli tecnici e istituzionali, senza concedere nulla al fatalismo e a tentazioni allarmistiche.

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Guerra planetaria alla natura

di Paolo Cacciari
A Madrid è andata in scena una contrapposizione tra i rozzi negazionisti della “coalizione fossile” e gli innovatori europei del Green New Deal. In verità, ambedue non vogliono pagare il prezzo dei danni che hanno provocato al pianeta. Le conferenze Onu sul clima sono inutili. E se gli impegni per il clima fossero presi unilateralmente e comune per comune, regione per regione? Friday for Future in ogni città.

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Il mito della crescita verde

La crescita verde non può esistere: riportiamo dal Movimento per la Decrescita Felice (MDF) un articolo sulla versione italiana del rapporto “Il mito della crescita verde: perché non è possibile disaccoppiare la crescita economica dalla crescita dell’impatto ambientale”, che evidenzia come crescita economica e impatto ambientale siano direttamente collegati. [causa limiti di spazio web, la

Articoli Recensioni

Carola Rackete: Il mondo che vogliamo

Sorprendente Carola Rackete. Nel suo libro, Il mondo che vogliamo, scritto con Anne Weiss e con una splendida introduzione dell’attivista del Ciad Hindou Oumarou Ibrahim (Garzanti con “la Repubblica”, pp. 157 Euro 12), intreccia il racconto di quei drammatici, caldissimi giorni di giugno a bordo della Se-Watch 3 con riflessioni sulla sua vita, sulle leggi e le convenzioni internazionali che regolano i soccorsi umanitari e sui mali del mondo che provocano tali tragedie.

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Il mondo del lavoro si mobilita per la decarbonizzazione e l’emergenza climatica

Bill McKibben, un ambientalista statunitense attivo anche come scrittore e giornalista, definito nel 2010 dal Boston Globe come “l’ecologista probabilmente più influente della nazione” e che ha lavorato sul cambiamento climatico per trent’anni, dice di aver imparato a liberare la sua angoscia e a tenerla sotto controllo. Ma, negli ultimi mesi, ammette che la sua vera inquietudine riguarda i suoi figli.

Glossario

decrescita reale

Persone

Mauro Bonaiuti

(1962) è un economista e docente italiano. Ha insegnato presso le università di Modena, Bologna e Parma e attualmente (2013) insegna presso l'Università di Torino. Si è occupato in particolare di tematiche transdisciplinari tra economia ed ecologia. È considerato fra i più importanti studiosi di Nicholas Georgescu-Roegen, il fondatore della bioeconomia. È stato anche tra i primi ad introdurre in Italia la riflessione sulla decrescita. È stato tra i promotori della Rete italiana di Economia Solidale RES e tra i fondatori dell'Associazione per la decrescita. Ha pubblicato il volume La teoria bioeconomica, Carocci, 2001; ha curato la raccolta dei principali saggi di Nicholas Georgescu-Roegen, Bioeconomia. Verso un’altra economia ecologicamente e socialmente sostenibile, Bollati Boringhieri, 2003; il volume Obiettivo decrescita, Emi, 2005 e From Bioeconomics to Degrowth, Routledge, 2011. Ha inoltre pubblicato il volume La grande transizione, Bollati Boringhieri, Torino 2013. Visualizza la voce di Wikipedia