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Capitalismo verde: perché non può funzionare

Di Paolo Cacciari; 16 luglio 2021 Jason Hickel e Giorgos Kallis, un antropologo e un economista, si sono interrogati se sia davvero possibile realizzare una “crescita  verde” (J.Hickel, G.Kallis, is Green Growth Possible?, New Political Economy, 17 aprile 2019). Un quesito che osa mettere in dubbio la narrazione oggi dominante (dopo la ingloriosa scomparsa dalla

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Sull’uso della parola degrowth

di Alberto Castagnola – 12 luglio 2021
Un interessante articolo su Nature Communications di due noti economisti internazionali, Lorenz T. Keyber e Manfred Lenzer, per la prima volta parla esplicitamente di scenari di decrescita a proposito della necessità di seguire nuovi percorsi per ridurre il riscaldamento globale. Tuttavia non possiamo farci ingannare dall’uso della parola “degrowth”, avverte Alberto Castagnola: non siamo di fronte a un’articolata riflessione sulle strade da percorrere per smettere di creare il capitalismo

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Crisi climatica e Decrescita

di Gloria Germani – 5/7/21
L’Homo sapiens ha circa 250.000 anni  nella storia del pianeta terra si sono alternate 5.000 diverse civiltà, o modelli culturali differenti spesso legati alle diversità degli ecosistemi in cui vivevano e in cui sono prosperati. Pensiamo alla civiltà egiziana, mesopotamica, indiana, cinese, greca, azteca, maya, per citare le più conosciute. Tra tutte queste, solamente la civiltà occidentale moderna si è espansa in tutto il globo ed ha creato la globalizzazione: un unico modello che, dopo la caduta del comunismo negli anni 90, ha invaso con uno stesso schema economico praticamente tutti gli stati.

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Due libri di due fisici

di Paolo Cacciari, 22 giugno 2021
Due fisici (il primo senior professor presso la facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino, il secondo ha insegnato Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Milano) si rivolgono, uno, ai decisori politici, l’altro agli insegnati, ma potrebbero invertirsi i compiti e gli argomenti non cambierebbero di molto. Come dire: il problema va affrontato sia dal basso che dall’alto, alla base della formazione culturale e scientifica delle persone, come ai vertici del potere. La sfida sarà vinta, probabilmente, quando avremo un ecologo al ministero dell’ecologia e l’ecologia in cattedra nelle scuole. Il tema è il rapporto tra attività antropiche e mondo fisico, a partire dai cambiamenti climatici, ma non solo.

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World Localization Day 2021

In occasione della Giornata Mondiale della Localizzazione, ne condividiamo il semplice messaggio: è possibile per l’umanità prosperare, se ricostruiamo il tessuto della comunità intergenerazionale e le nostre connessioni più profonde con la natura.
In questi giorni, fino al 20 giugno, ci sono molti eventi online con relatori come Russell Brand, Charles Eisenstein, Dr. Gabor Maté, Naomi Klein, Vandana Shiva, David Holmgren, Satish Kumar, e molti altri. Il programma è interamente gratuito o sulla base di “pay what you can”.

Qui potete trovare il programma ed iscrivervi agli eventi: https://events.humanitix.com/wordlocalizationday

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Una risposta al ministro Cingolani… da quei ‘folli’ della decrescita

di Paolo Cacciari
Partito bene e finito malissimo: “Non possiamo permettere un ulteriore degrado delle condizioni del clima, delle acque, del suolo. Le crisi sanitarie globali e gli eventi climatici estremi diventano sempre più frequenti”. Per poi concludere: “Credo che nessuno sia così folle da pensare che la risposta sia la decrescita. Non si può chiedere alle persone di perdere il lavoro perché tutto deve essere verde. La sostenibilità è sempre un compromesso, non può essere un valore assoluto. Dunque deve mediare tra istanze diverse”.

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‘Dasgupta Review’: un commento

di PAOLO CACCIARI
È stato da poco pubblicato un ponderoso rapporto, The Economics of Biodiversity, che il Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, vale a dire il ministero delle finanze del governo inglese, commissionò due anni fa al prestigioso professor Partha Sarathi Dasguptan, economista indiano, del St John’s College dell’università di Cambridge, sui costi economici e i rischi della perdita di biodiversità, nonché sulle misure da mettere in atto per tentare di evitarli. Si tratta di un documento importante, specie in preparazione dell’appuntamento di settembre della Conferenza Onu sulla biodiversità a New York…

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Oltre la religione del Denaro

di Simone Lanza
Recensione al testo di Serge Latouche, Come reincantare il mondo, la decrescita e il sacro, Torino, Bollati-Boringhieri, 2020; (ed. fr. Comment reenchanter le monde, Paris, 2019)

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Cosa ci sta insegnando questa pandemia

di Gianni Tamino
L’obiettivo evolutivo di tutte le forme viventi è la propria riproduzione, per colonizzare l’ambiente di vita, obiettivo che entra in relazione, talora conflittuale, con lo stesso obiettivo riproduttivo di tutti gli altri organismi: da queste relazioni si sviluppano gli equilibri che caratterizzano gli ecosistemi e che pongono limiti alla crescita delle popolazioni e dei consumi di ciascuna specie. In ecologia si parla di carrying capacity (o capacità di carico) per spiegare che, sulla base delle caratteristiche di un ecosistema, gli individui di una popolazione non possono superare i limiti imposti dalle risorse disponibili. Un classico esempio per spiegare questo fenomeno è quello della relazione tra preda e predatore: alla crescita del numero di predatori corrisponde una diminuzione significativa del numero delle prede, che innesca – per scarsità di cibo – un conseguente calo anche dei predatori.