Il manifesto della rivista Degrowth

Di degrowth.info, tradotto dal Gruppo Internazionale

Dopo decenni di ricerca, il momento è arrivato: la decrescita ora ha il suo giornale.

Un discorso in cerca di coerenza

La decrescita è diventata un fiorente campo accademico, con diverse centinaia di pubblicazioni peer-reviewed e una crescente comunità di pensatori e attivisti. Il campo è complesso, essendo non solo transdisciplinare, ma anche un ponte tra scienza e attivismo. L’argomento che studia non è una preoccupazione esoterica: la crisi socio-ecologica e la frustrazione pubblica nei confronti del nostro attuale sistema economico ha catapultato la decrescita a livelli di coinvolgimento mai visti prima. Subito dopo la pandemia di Covid-19 che ha scosso le basi stesse del modo in cui pensiamo al nostro rapporto con la natura e con gli altri, non c’è mai stato un momento migliore per fare ricerca sulla decrescita.

Ma farlo non è facile. Per chi è nuovo nel campo, raccogliere le pubblicazioni chiave è una caccia al tesoro scoraggiante, con articoli sparsi su vari giornali e libri. In modo abbastanza problematico, non è raro leggere rappresentazioni incoerenti della decrescita. Ad esempio, si può leggere che la decrescita è compatibile con il capitalismo, o confusa con le misure di austerità.

La decrescita come argomento specialistico merita una propria rivista specialistica. I pensatori e gli attivisti della decrescita hanno bisogno di un’oasi per il lavoro teorico; un luogo dove le idee possono essere ulteriormente sviluppate senza la necessità di ripartire costantemente da zero facendo il punto su che cos’è la decrescita; un luogo in cui dare voce a conflitti concettuali e sollevare discussioni difficili.

Pertanto, come collettivo di studiosi junior, abbiamo creato Degrowth, una rivista accademica dedicata all’argomento, in cui gli autori potranno costruire sul lavoro gli uni degli altri, ampliando e rafforzando il potere analitico degli immaginari della decrescita.

Il sapere al servizio delle persone e del pianeta, non del profitto 

La decrescita ha bisogno di una casa, ma non di una casa qualsiasi. Oggi gran parte delle riviste scientifiche sono gestite da un numero ristretto di aziende commerciali private. Questi editori mantengono un oligopolio sul sapere soggetto a revisione tra pari, per il quale richiedono l’accesso a pagamento, anche se non sono legittimati a farlo. La maggior parte del lavoro richiesto per arrivare alla pubblicazione – come ad esempio la redazione e la revisione tra pari – è svolto “su base volontaria”, e la ricerca stessa non è finanziata dalle riviste ma da vari enti, tra cui le università, che successivamente devono pagare per poter accedere alle proprie ricerche.

La scienza non può restare prigioniera del gioco capitalista, e i ricercatori critici non dovrebbero restare a guardare di fronte all’ingiusta recinzione del sapere. E’ tragicamente paradossale che chi critica il capitalismo allo stesso tempo debba affidarsi ad aziende capitaliste per pubblicare le proprie critiche al capitalismo. La ricerca del profitto non dovrebbe avere nessun peso per la scienza, specialmente quando quella scienza si occupa di come sfuggire al vicolo cieco socio-ecologico provocato dal capitalismo. Questo non è un invito a un sacrificio eroico; piuttosto noi redattori, che abbiamo fondato questa rivista, siamo convinti che con una presa di posizione comune, gli studiosi critici hanno il potere di cambiare in meglio la cultura accademica.

Applichiamo la logica della gestione dei beni comuni e creiamo un “sapere di proprietà collettiva” sicuro, per proteggere la nostra capacità di studiare questioni importanti, a cominciare dall’immaginare una vita oltre la crescita e il capitalismo. La rivista Degrowth incarna i valori centrali della decrescita, come l’autonomia e la solidarietà: il suo obiettivo è demercificare il sapere, andare contro la speculazione di massa degli editori commerciali e difendere il libero accesso alla scienza per il bene comune. Ecco perché la rivista è ad accesso libero e gratuito sia per i lettori che per gli autori.

Una controcultura della pubblicazione

Più che una rivista, Degrowth promuove una nuova cultura della pubblicazione, che mette la qualità prima della quantità e abbraccia i principi della scienza lenta (slow science). Una scienza collaborativa libera, aperta e accessibile a tutti; una scienza emancipatoria che prende sul serio l’urgenza delle crisi ecologiche, e che si preoccupa anche del benessere dei ricercatori. In altre parole, una scienza che incarna la decrescita.

Il mercato delle pubblicazioni scoraggia fortemente discorsi contro-egemonici come quello della decrescita. Sotto l’imperativo “pubblica o muori”, gli accademici sono spinti ad adorare i fattori di impatto e la quantità rispetto alla qualità per avere una “carriera” accademica. Come il riduzionismo del PIL ci mostra, c’è un grande pericolo nel permettere a una singola metrica di determinare il successo di un sistema così complesso come la società o la scienza.

La realtà è che se tutti gli autori si sforzassero di massimizzare indicatori come i fattori di impatto, un buon modo per farlo sarebbe di non scrivere sulla decrescita. Sfortunatamente, molti ricercatori sono costretti a concentrarsi su tali indicatori per finanziare le loro ricerche. Questa situazione assurda richiede di ripensare alle priorità di ricerca, deviando gli sforzi delle idee facili da pubblicare e che piacciono alle persone verso i rompicapi più rilevanti che ostacolano la giustizia sociale ed ecologica.

Questo modo “guidato dalle metriche” di fare ricerca e scienza riproduce un sistema tossico che incoraggia certi paradigmi che spesso non sono in grado di affrontare le questioni urgenti del nostro tempo. Oltre a questo, è anche una cultura che pesa molto sugli accademici (spesso oberati di lavoro), e che perpetua pratiche insostenibili di borse di studio veloci e frenetiche. La scienza deve essere socialmente utile, ma deve anche essere socialmente sostenibile.

Una casa per la decrescita

Quindi, benvenute e benvenuti alla rivista Degrowth: una rivista peer-reviewed, internazionale, transdisciplinare, accademica e open-access che si concentra sui contributi su e intorno al tema della decrescita. Controlla il nostro primo invito a presentare contributi qui. La rivista cerca di pubblicare testi di varie forme:

Articoli di ricerca peer-reviewed (fino a 10.000 parole) che ci si aspetta presentino ricerche nuove. Indipendentemente dai loro metodi e approcci, dovrebbero offrire nuovi contributi al corpus della letteratura esistente.

Recensioni di libri (700-1.000 parole) forniscono una valutazione critica della letteratura emergente dall’ampio campo di ricerca della decrescita.

Presentazioni di tesi (1.500-3.000 parole) offrono agli studenti delle triennali, magistrali e dottorati la possibilità di riassumere e presentare la loro tesi recentemente pubblicata.

Prospettive (1.500-2.500 parole) sono brevi provocazioni, esposizioni o punti di vista.

Saggi (2.500-4.000 parole) che devono fornire nuovi punti di vista e visioni, espressi attraverso una prosa forte e intelligente.

Chi siamo

I membri fondatori del collettivo sono Tor Persson (amministratore), Timothée Parrique (editore), Scott Leatham (editore), Sabrina Chakori (editore), Nick Fitzpatrick (editore), Eeva Houtbeckers (editore), Enrique Mejia (editore) e Ben Robra (editore).

La rivista Degrowth è un giornale gratuito, accademico, open – access, internazionale, transdisciplinare e peer-reviewed che si concentra sul progresso degli obiettivi della decrescita. Verrà pubblicato online, includendo numeri “miscellanei” e numeri speciali e, successivamente, invio a rotazione.

Organizzato come un’associazione internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, il collettivo editoriale è decentralizzato in vari paesi (ad es. Australia, Danimarca, Finlandia, Francia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito). Ci incontriamo regolarmente e operiamo seguendo i principi della democrazia radicale. Attualmente stiamo lavorando senza finanziamenti e affiliazioni.

Collabora

Una rivista è come un orto comunitario e non esiste orto comunitario senza giardinieri. È qui che puoi entrare in gioco.

In primo luogo, cerchiamo autori: ricercatori che condividano le loro ultime scoperte scientifiche o le loro prospettive su questioni specifiche; pensatori che desiderano condividere i loro approfondimenti su un argomento in un saggio; topi di biblioteca desiderosi di scrivere una recensione della loro ultima lettura; studenti entusiasti di riassumere le loro tesi; attivisti che hanno una storia da raccontare su una conferenza, un incontro o qualsiasi altra cosa che ritengono possa essere rilevante per i lettori di questo giornale. Questo è un posto sicuro dove coltivare idee selvagge; non esitate a presentarle.

In secondo luogo, stiamo invitando esperti per revisionare i contributi inviati. Hai esperienza in un argomento che riguarda la decrescita? Se sì, contattaci; stiamo costruendo un database di ricercatori, ad ogni livello di carriera, per prendere parte al processo di revisione.

Terzo, vogliamo coinvolgere i lettori nella discussione. Hai trovato un pezzo particolarmente coinvolgente? Se sei disposto a scrivere un commento, saremo felici di prenderlo in considerazione per la pubblicazione.

Infine, siamo continuamente alla ricerca di studiosi che diventino editori. Incoraggiamo persone di ogni provenienza a candidarsi; e soprattutto persone che sono attualmente sottorappresentate nel mondo accademico. Al momento, la nostra capacità editoriale è molto limitata perché siamo pochi, ma più editori si uniscono a noi, più articoli saremo in grado di recensire. Siamo inoltre aperti ad aggiungere nuove persone che ci aiutino a gestire il giornale a livello amministrativo. Contattaci se sei interessato (info@degrowthjournal.org).

Link originale: https://www.degrowth.info/en/blog/the-manifesto-of-degrowth-journal

Prima open call per contributi

La decrescita come campo accademico è stata collegata a molti altri campi, argomenti e discorsi. Si tratta di un settore fiorente, con diverse centinaia di pubblicazioni peer-reviewed. Eppure finora manca di una propria rivista specializzata. Crediamo che una rivista con un focus sulla decrescita aiuterà a sviluppare ulteriormente il campo a livello empirico e teorico, senza la necessità di partire sempre da zero o di collegarlo a un altro argomento specializzato. Discutiamo maggiormente riguardo al nostro ragionamento nel manifesto della rivista, qui.

Benvenuti alla rivista Degrowth e alla sua prima open call per contributi. Si tratta di una rivista peer-reviewed, internazionale, transdisciplinare, accademica e open-access che si concentra sui contributi su e intorno al tema della decrescita. La rivista sarà pubblicata online inizialmente a seguito di inviti per argomenti aperti e speciali, e più avanti, di proposte a rotazione. Gli articoli saranno pubblicati online su rotazione, senza dover aspettare un numero completo. Per il numero di inaugurazione della rivista, cerchiamo contenuti accademici che supportino la ricerca della decrescita, ovvero contributi che possono includere ma non sono limitati a:  That is contributions can include but are not limited to:

  • Discussioni sulla decrescita
  • Riflessioni critiche
  • Prospettive marginali e subalterne
  • L’applicazione della decrescita
  • Interazioni tra la decrescita e altri concetti/campi
  • Lavori empirici legati alla decrescita
  • Lavori concettuali e teorici
  • Revisioni sistematiche, analisi bibliometriche e riflessioni sulla letteratura esistente riguardante la decrescita e studi correlati

Cerchiamo contributi nei seguenti formati:

  • Articoli di ricerca peer-reviewed –  fino a 10.000 parole (escluse referenze). Articoli di ricerca devono essere nuove ricerche di alta qualità. Gli articoli dovrebbero offrire nuovi contributi alla ricerca sulla decrescita, costruire sul corpus della letteratura sulla decrescita e/o collegarsi ad altra letteratura esistente in modi nuovi, avere punti di vista forti e sviluppare temi e argomenti chiari. Questi articoli possono attingere a diversi metodi e approcci. Gli articoli sono sottoposti a una revisione a doppio cieco o non in cieco. Gli autori possono richiedere una revisione non cieca presentando il loro lavoro con la relativa richiesta, e i valutatori sono poi incoraggiati a firmare la loro review.
  • Recensioni di libri – 700-1.000 parole (escluse referenze). Recensioni che forniscono una valutazione critica della letteratura emergente dall’ampio campo di ricerca della decrescita, inclusi (ma non limitati a) argomenti correlati come la post-crescita e l’economia ecologica. Recensiti da editori.
  • Presentazioni di tesi – 1.500-3.000 parole (escluse referenze). Le presentazioni delle tesi forniscono agli studenti di master e dottorato la possibilità di riassumere e presentare la loro tesi di ricerca sulla decrescita recentemente pubblicata. Recensito da editori.
  • Prospettive– 1.500-2.500 parole (escluse referenze). Sono brevi provocazioni, esposizioni o punti di vista. Recensito da editori.
  • Saggi– 2.500-4.000 parole (escluse referenze). I saggi devono fornire nuovi punti di vista e visioni, espressi attraverso una prosa forte e intelligente. Recensito da editori.

Linee guida generali per la presentazione di contributi

Tutte le proposte (se non specificato) dovrebbero soddisfare i seguenti criteri in un unico documento:

  • Font: Times New Roman (12pt)
  • Stile di citazione: APA (American Psychological Association) 7° edizione
  • Copertina, si prega di includere:
    • Titolo
    • Nome autore/i, affiliazione/i, e email
    • Abstract, massimo 250 parole (solo articoli di ricerca)
    • Fino a 5 parole chiave
    • Conflitti di interesse
    • Finanziamento
    • Ringraziamenti
  • Breve biografia per ogni autore (150 parole), alla fine del documento
  • Includere tabelle e figure con relative didascalie

I contributi devono essere inviati prima del 31/05/2022 a submissions@degrowthjournal.org

Link originale: https://t.co/F7QgoUsrrq

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