Un percorso di formazione e autoformazione iniziato nel 2004.

 

L’organizzazione delle “Scuole estive” ha accompagnato il nostro percorso fin dall’inizio. In un certo senso prima ancora della fondazione dell’associazione.

 

PRESENTAZIONE E STORIA

Le prime due edizioni della Scuola (2004 e 2005) furono promosse infatti dall’allora Associazione antiutilitarista di critica sociale nella quale molti di noi si stavano impegnando in collaborazione con altre associazioni (vd. le singole scuole). A partire dal 2006, finita l’esperienza di questa prima associazione, il testimone è stato preso dall’Associazione per la Decrescita. All’inizio la chiamavamo “Libera Scuola delle Alternative”, poi a partire dall’edizione del 2008 queste esperienze hanno preso il nome più esplicito di “Scuola estiva della Decrescita”.
Il progetto di una libera Scuola delle Alternative, in seguito libera Scuola della Decrescita è nato dalla constatazione che il modello di sviluppo dominante produce anche e sempre più distruzione, degradazione e morte verso il vivente e i viventi.
I tentativi di imbrigliarlo e ‘riportarlo a ragione’ appaiono sostanzialmente falliti: mai come oggi assistiamo al suo devastante trionfo senza regole, favorito dalle organizzazioni economiche e finanziarie internazionali e dalle politiche liberiste dei governi nazionali.
Mai come oggi, però, leggiamo anche i segnali di una sua crisi profonda, di una inadeguatezza strutturale, di un’esposizione palese dei limiti intrinseci alla sua stessa espansione.
La proposta della ‘decrescita’ nasce da qui: dalla consapevolezza che sia necessario cambiare immaginari, premesse, prospettive di visione e di orientamento, metodologie.
Se le nostre società sono quindi chiamate a cambiamenti così profondi risulta urgente e necessario l’avvio di un intenso processo (auto)formativo che le faciliti in questo impegnativo e complesso percorso di trasformazione.
I processi di apprendimento, a questo livello, infatti, possono essere anche dolorosi, faticosi, frustranti, perché presuppongono una messa in discussione radicale delle nostre abitudini di pensiero e di azione.

 

LA CO-COSTRUZIONE DI SENSI E SIGNIFICATI

Per potersi ‘mettere in gioco’ in una ricerca comune così inedita, è importante essere accompagnati in questa ‘sfida’ da sostegni adeguati e da una buona dose di curiosità e creatività.
Ecco perché i metodi di studio e di apprendimento della scuola che proponiamo dovranno tendere, per coerenza, a favorire la presa di coscienza e la partecipazione, il coinvolgimento attivo di ciascuno e di tutti, la co-costruzione di sensi e significati, l’espressività nei suoi vari codici e linguaggi, una forte integrazione tra mente e corpo, teorie e pratiche, discipline e saperi.
Le metodologie della scuola dovranno rappresentare un’alta ed evoluta mediazione del conflitto tra efficacia funzionale (mirata a contenuti e compiti) e sensibilità estetica (centrata su relazioni e contesti), mediazione oggi ancora estremizzata a tutto vantaggio di una presunta efficacia.
Il mercato cerca di impadronirsi di ogni conoscenza, anche ‘altra’; le istituzioni che dovrebbero occuparsi di ricerca sono disabituate a ‘leggere/ascoltare’ il territorio e i processi di apprendimento degli attori che vi intervengono; i movimenti sociali e tutti i soggetti che sviluppano esperienze alternative rischiano di non avere orizzonti comuni di riferimento ‘teorico’: la natura relazionale e cooperativa della produzione del sapere fatica ad emergere.
Proponiamo quindi una scuola in grado di leggere i bisogni dei territori, per favorirne i processi di rigenerazione sostenibile; di decostruire i quadri di riferimento tradizionali per cercare di impedire che il sistema dominante inglobi il significato di ogni pensiero ed azione sociale e ‘solidale’; di puntare sugli apprendimenti cooperativi, reticolari, tra pari per mostrare in concreto come si costruiscono le relazioni collaborative di rete; di basarsi sulla condivisone della conoscenza, considerandola ‘bene comune’, per contrastare i processi di privatizzazione e di criminalizzazione delle conoscenze sociali; di praticare percorsi non solo analitici, ma che sviluppino la capacità dei partecipanti di reinterpretare la propria soggettività.
Una scuola davvero alternativa, quindi, non solo per i temi, ma anche per i suoi metodi.

 

STORICO DELLE SCUOLE

Di seguito riportiamo l’elenco delle scuole da noi organizzate. Non sono elencate le scuole organizzate da altre realtà.

2004
– Libera Scuola delle Alternative. Gerace – Parco Aspromonte

2005
– Libera Scuola delle Alternative. Isola Polvese – Parco del Lago Trasimeno

2006
– Libera Scuola delle Alternative. Centro Ecumenico di Agape (Prali) – Val Germanasca

2007
– Libera Scuola delle Alternative. Centro Ecumenico di Agape (Prali) – Val Germanasca

2008
– Scuola estiva della decrescita. Orvinio – Parco dei monti Lucretili

2009
– Scuola estiva della decrescita. Orvinio – Parco dei monti Lucretili

2010
– Scuola estiva della decrescita. Sant’Erasmo – Laguna Veneta

2011
– Scuola della decrescita. Burolo (Ivrea -To)
– Scuola estiva della decrescita. Pesariis – Prato Carnico

2012
(Conferenza internazionale sulla Decrescita, la sostenibilità ecologica e l’equità sociale a Venezia)

2013
– Scuola estiva della decrescita. Giovinazzo (Ba)
– Scuola estiva della decrescita. Lizzano in Belvedere (Bo)

2015
I Dialoghi di S. Giovanni, Trieste 17-19 giugno (iniziativa co-promossa da Associazione per la Decrescita e Tavolo RES in occasione di INES 2015)
Scuola estiva della Decrescita, Torino 6-12 settembre (iniziativa co-promossa da Associazione per la Decrescita, Circolo per la Decrescita Felice di Torino, Decrescita Felice Social Network, Cattedra Unesco di Torino)