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| Gregory Bateson |
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L'idea di ecologia di Bateson era soprattutto un'idea di ecologia come contemplazione di logiche autocorrettive che vengono turbate. Ad esempio il turbamento di certi rapporti, di certi equilibri nell'ecosistema attraverso sistemi produttivi, economici, porta l'ecosistema a ristrutturarsi su un piano successivo, che però può significare, ad esempio, la distruzione non solo dei processi tecnologici che hanno innescato questo sviluppo perverso, ma anche delle persone che vi avevano preso parte. Bateson pensava che la logica autodistruttiva dell'umanità nel terreno ecologico non è un fatto, una variabile esterna, ma fa parte proprio della cultura umana, e che in un certo senso la possibilità che la specie umana distrugga il suo habitat si è inserita, per così dire, nel codice genetico della specie umana e quindi che si tratti di un fatto da contemplare più che da combattere. Infatti, quando Bateson, nei saggi raccolti in "Verso un'ecologia della mente", indica le possibilità di contemplare o di conoscere questo modello, dice: "Pensate al libro di Giobbe". Giobbe in fondo viene punito da Dio per la sua "hybris", cioè per la sua "arroganza", per la sua volontà di contraddire il volere del Signore. La verità dei processi naturali, così come è spiegato in quelle che Bateson chiama "le poesie totemiche", cioè i messaggi fondamentali della cultura umana, la verità di queste relazioni è una verità che in parte l'essere umano non conosce, che si illude di conoscere, che quindi provoca questi effetti perversi e paradossali. Si può ipotizzare che Bateson pensasse, senza averlo mai detto, che la specie umana è molto simile ai lemmings, cioè che alla fine finirà per autoannegarsi. Â
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Gregory Bateson (Grantchester, 9 maggio 1904 – San Francisco, 4 luglio 1980) è stato un antropologo, sociologo, linguista e studioso di cibernetica britannico, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi.
