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Gregory Bateson

Gregory Bateson (Grantchester, 9 maggio 1904  – San Francisco, 4 luglio  1980) è stato un antropologo, sociologo, linguista  e studioso di cibernetica britannico, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi.

Due delle sue opere più influenti sono Verso un'ecologia della Mente (Steps to an Ecology of Mind, 1972), e Mente e Natura (Mind and Nature, 1980).

Bateson non si è occupato di filosofia in senso stretto, ma piuttosto dell’"area d'incontro tra il pensiero filosofico molto astratto e formale da una parte e la storia naturale dell'uomo e delle altre creature dall'altra" (Verso un’Ecologia della Mente).

Bateson ha cominciato a riflettere su ecologia e sviluppo all'epoca in cui lavorava con i problemi di comunicazione tra gli animali. Gli fu anche chiesto di intervenire spesso su temi riguardanti l'ecologia, ma, in quanto contrario al finalismo, non avrebbe mai approvato più di tanto l'ecologia come programma politico, perché l'ecologia come programma politico avrebbe introdotto in queste materie quel finalismo che si prefiggeva di combattere.

L'idea di ecologia di Bateson era soprattutto un'idea di ecologia come contemplazione di logiche autocorrettive che vengono turbate. Ad esempio il turbamento di certi rapporti, di certi equilibri nell'ecosistema attraverso sistemi produttivi, economici, porta l'ecosistema a ristrutturarsi su un piano successivo, che però può significare, ad esempio, la distruzione non solo dei processi tecnologici che hanno innescato questo sviluppo perverso, ma anche delle persone che vi avevano preso parte.

Bateson pensava che la logica autodistruttiva dell'umanità nel terreno ecologico non è un fatto, una variabile esterna, ma fa parte proprio della cultura umana, e che in un certo senso la possibilità che la specie umana distrugga il suo habitat si è inserita, per così dire, nel codice genetico della specie umana e quindi che si tratti di un fatto da contemplare più che da combattere. Infatti, quando Bateson, nei saggi raccolti in "Verso un'ecologia della mente", indica le possibilità di contemplare o di conoscere questo modello, dice: "Pensate al libro di Giobbe". Giobbe in fondo viene punito da Dio per la sua "hybris", cioè per la sua "arroganza", per la sua volontà di contraddire il volere del Signore. La verità dei processi naturali, così come è spiegato in quelle che Bateson chiama "le poesie totemiche", cioè i messaggi fondamentali della cultura umana, la verità di queste relazioni è una verità che in parte l'essere umano non conosce, che si illude di conoscere, che quindi provoca questi effetti perversi e paradossali.

Si può ipotizzare che Bateson pensasse, senza averlo mai detto, che la specie umana è molto simile ai lemmings, cioè che alla fine finirà per autoannegarsi.  

 
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