| acaruso |
| Are we Stupid? (di A.Caruso) |
| 10.11.2009 18:21:02 | |
|
Si tratta di un film da vedere, girato con pochi soldi ma con un'idea filmica molto efficace.
Dunque si ripercorrono le tappe di questo excursus, come potete immaginare abbastanza angosciante e deprimente: il continuo innalzamento delle temperature, disastri naturali, inondazioni, la liberazione del metano siberiano, altre guerre per il petrolio (ancora?!)...sempre peggio fino all'ormai prossima scomparsa della vita sul Pianeta. L'idea filmica funziona nel momento in cui il protagonista (nel 2055) si chiede: perchè non ci abbiamo pensato (a fermare il riscaldamento globale) quando eravamo ancora in tempo (ovvero oggi)? Le considerazioni che il nostro cervello (impaurito)ci suggerisce durante la visione del film sono più o meno le seguenti: 1)Ma i miei tempi e la mia generazione non doveva essere quella del benessere, in cui dolore e barbarie dovevano essere ormai superate? Davvero mi aspetta tutto questo? 2)Possibile che l'essere umano sia così stupido da autodistruggersi in questo modo?? (visto che la scienza dice da molto tempo che continuando così, questo è ciò che accadrà...) 3)Nella speranza che non sia già troppo tardi, non possiamo più aspettare, abbiamo poco tempo. Poi, appena usciti dalla sala ci si chiede: "Perchè sono venuto a vedere questo film? Forse era meglio non sapere...". Dopo poco, ripensandoci: "Per quanto dura, è meglio conoscere la realtà (almeno ci si può preparare)" e soprattutto "Abbiamo poco tempo, non si può più attendere..." Da quest'ultima frase seguono le urgenti domande conclusive: Visto e considerato che non abbiamo più tempo bisogna iniziare a scommettere di più, a rischiare di più, soprattutto, ho pensato, a accettare di rinunciare almeno a una parte delle proprie comodità, del proprio tempo, delle proprie sicurezze, per iniziare a farsi sentire. Dopo tutto si parla "solo" della nostra sopravvivenza, della nostra vita, di quella dei nostri figli, della sopravvivenza del meraviglioso pianeta Terra... dovrebbe bastare a farci alzare in piedi, a fare un salto e, come scriveva Neruda,"a capovolgere il tavolo". Come iniziare? Cosa fare? Come muoversi nel deserto di consapevolezza in cui viviamo? La domanda è rivolta a tutti.
Andrea Caruso
Tags:
|
Guarda l'intervista a Serge Latouche a Chetempochefa del 15/03/2010. Clicca 