acaruso
Are we Stupid? (di A.Caruso)
10.11.2009 18:21:02

Si tratta di un film da vedere, girato con pochi soldi ma con un'idea filmica molto efficace.

Lanciato il 22 settembre in una prima mondiale, sta cercando di farsi strada grazie a forme di distribuzione alternative e innovative. Per organizzare proiezioni: http://www.ageofstupid.net/

Dicevo dell'idea filmica secondo me molto azzeccata: il film è ambientato nel 2055 quando ormai le catastrofi naturali dovute al riscaldamento globale hanno fatto il loro corso. Il protagonista (l’attore che interpretava il misterioso avvocato Kobayashi ne "I soliti sospetti") si trova all'interno di una particolare e moderna torre fortificata, creata per conservare una sorta di "archivio del genere umano". Per l'appunto il protagonista inizia a visionare i documenti video di repertorio conservati, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla catastrofe: da quelle per noi già avvenute come Katrina, a quelle che secondo la scienza, nel giro di poco dovranno realizzarsi se non si prenderanno seri e tempestivi provvedimenti a livello planetario...

 


Dunque si ripercorrono le tappe di questo excursus, come potete immaginare abbastanza angosciante e deprimente: il continuo innalzamento delle temperature, disastri naturali, inondazioni, la liberazione del metano siberiano, altre guerre per il petrolio (ancora?!)...sempre peggio fino all'ormai prossima scomparsa della vita sul Pianeta. L'idea filmica funziona nel momento in cui il protagonista (nel 2055) si chiede: perchè non ci abbiamo pensato (a fermare il riscaldamento globale) quando eravamo ancora in tempo (ovvero oggi)?

Le considerazioni che il nostro cervello (impaurito)ci suggerisce durante la visione del film sono più o meno le seguenti:
1)Ma i miei tempi e la mia generazione non doveva essere quella del benessere, in cui dolore e barbarie dovevano essere ormai superate? Davvero mi aspetta tutto questo?
2)Possibile che l'essere umano sia così stupido da autodistruggersi in questo modo?? (visto che la scienza dice da molto tempo che continuando così, questo è ciò che accadrà...)
3)Nella speranza che non sia già troppo tardi, non possiamo più aspettare, abbiamo poco tempo.
Poi, appena usciti dalla sala ci si chiede: "Perchè sono venuto a vedere questo film? Forse era meglio non sapere...".
Dopo poco, ripensandoci: "Per quanto dura, è meglio conoscere la realtà (almeno ci si può preparare)" e soprattutto "Abbiamo poco tempo, non si può più attendere..."

Da quest'ultima frase seguono le urgenti domande conclusive:
Visto e considerato che non abbiamo più tempo bisogna iniziare a scommettere di più, a rischiare di più, soprattutto, ho pensato, a accettare di rinunciare almeno a una parte delle proprie comodità, del proprio tempo, delle proprie sicurezze, per iniziare a farsi sentire. Dopo tutto si parla "solo" della nostra sopravvivenza, della nostra vita, di quella dei nostri figli, della sopravvivenza del meraviglioso pianeta Terra... dovrebbe bastare a farci alzare in piedi, a fare un salto e, come scriveva Neruda,"a capovolgere il tavolo".
Come iniziare? Cosa fare? Come muoversi nel deserto di consapevolezza in cui viviamo?

La domanda è rivolta a tutti.

 

Andrea Caruso

 



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antazzur
08.06.2010 17:35:21

ma chi può postare sul blog?

 
acaruso
30.06.2010 13:02:16

Chiunque sia registrato al sito...

 
manu
25.10.2011 15:24:50

Ciao!l'unico modo che avevo per postare quello che avevo da dire è stato quello di usa questa reply..."am i stupid??"

Per prima cosa un ciao a tutti!Sono iscritto da una settimana a questo sito e sono totalmente contento di averlo fatto e devo ringraziare tutte le persone che hanno messo a disposizione una quantità importante di documentazione da consultare.Il mio entusiasmo sta nel fatto che incomincio a trovare risposte ad un mio malessere politico fatto di concetti personali posti in maniera confusa e disordinata dandogli anche un nome:volontà di decrescere.Ma nonostante questo volevo condividere con voi una non totale leggerezza dell’anima dovuta ad un grosso però,che se da un lato sono contento che esista per alimentare il dibattito,dall’altra lo trovo un grosso vincolo.
Il problema,e penso di non viverlo solo io,è che anche trovando la “società di decrescita” l’unica soluzione possibile,questa deve permeare l’individuo totalmente nella sua quotidianità,cambiando anche il concetto di lavoro come tramite per la sussistenza.A questo punto devo fare l’esempio del sottoscritto,come unico individuo che conosco meglio(forse!!!).Lavoro in una azienda che non ha niente di ecosostenibile,a partire dall’offerta dei prodotti,sia alla produzione stessa come alla lavorazione degli scarti che si ferma alla classica differenziata fatta mala dal comune e recepita come fastidiosa per arrivare al cliente che fruisce del tutto.Aggiungiamo anche che l’unica utilità che ha la mia occupazione è quella di darmi uno stipendio a fine mese ed in un futuro di un certo tipo sarebbe anche un tipo di attività inutile.La soluzione sarebbe quella di cambiare aria,trovando qualcosa piu’ vicino alle mie “esigenze sociali” che comunque mi garantisca un reddito,perché se è vero che si può pagare anche con altre monete che non siano per forza i soldi,per avere beni e servizi è altrettanto vero che i RES devono essere piu’ che solidi per crearsi sussistenza.A questo aggiungiamoci pure che ci sono tanti vincoli normativi e leggi che di fatto e non a caso bloccano la libertà personale,edulcorando il tutto con la scusa della normativa come tutela sociale.
A questo punto il mio pensiero arriva a dire che per essere realmente autonomi e liberi bisogna avere a disposizione gli strumenti che soddisfino le necessità primarie e qualcosa di piu’ per non vivere in una grotta come i primitivi ,anche perché non ce lo lascerebbero fare.Quindi Casa,Alimentazione,Energia e Calore per garantirci Salute sia fisica che mentale.Per quanto riguarda la “tana” ci sono nuove o rielaborate soluzioni,come l’autocostruzione assistita o il cohausing,ma giriamo sempre attorno al soldo e ai mutui delle banche;cosa che ad oggi io non posso fare per problemi di credibilità verso le banche per un fallimento di sei anni fa(buffo che dobbiamo essere noi credibili e non le banche verso noi,altro esempio del mondo che va al contrario!).Quindi rimango tranquillamente in affitto e per pagarlo devo tenermi il lavoro che ho.Senza contare che in questo modo non ho neanche la possibilità di pianificare interventi per ridurre un impatto ecologico della mia dimora che si avvicina ad una classe Z che si riducono al minimo(ho ancora il boiler!!!) .L’alimentazione non mi crea grossi problemi,scegliendo di vivere in campagna mi sono ricavato un orticello che per ora non può mantenerci totalmente perché oltre ad essere bio,non puo’ essere seguito costantemente per motivi di lavoro(e si ritorna al problema sopracitato),però,facendo di necessità virtu’,sta diventando un orto in permacultura con piante di melanzane e pomodori a crescita spontanea.Il nodo energetico è invece un po’ piu difficile da sciogliere.A parte provare l’autocostruzione di un pannello solare per collegarlo a Boiler(il mostro mangiatutto),avevo pensato di consorziarmi con i vicini per unire gli sforzi e mettere un po’ di pannelli solari utili a 4-5 famiglie,ma a parte le normative che non so se lo permettono,far ragionare il mio amichevole buon vicinato,con i quali i rapporti sono realmente ottimi con scambio di piccoli favori,lo trovo difficile dato che mi hanno già guardato come un alieno alla proposta ci costruirci un pergolato di utilizzo comune.Cosa altro devo dire,oltre che continuerò a raccogliere materiale ed informarmi in attesa che persone nelle mie vicinanze con a cuore gli stessi temi vogliano condividerli per cercare soluzioni.Grazie e ciao a tutti.
Emanuele Lo Gioco Albenga(SV

 


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