Coronavirus: COVID-19, prove tecniche di trasmissione

di Carlo Modonesi, biologo, Associazione per la Decrescita

Turbamenti e inquietudini sociali ascrivibili a situazioni oggettivamente drammatiche hanno segnato un’infinità di volte la storia umana, anche quella più recente, come dimostrato dalla sequenza di crisi gravi degli ultimi decenni causate da guerre, incidenti nucleari, cambiamento climatico, eventi estremi e terremoti che hanno seminato devastazione e terrore in numerose aree del pianeta, dove la sofferenza e la paura sono ancora oggi i sentimenti dominanti. Ma nel caso dell’epidemia da COVID-19, ormai divenuta vera pandemia, siamo di fronte a uno scenario molto diverso, che, almeno per il momento e per quanto ne sappiamo, richiede unicamente risorse, capacità di valutazione e iniziative efficaci e coordinate a più livelli tecnici e istituzionali, senza concedere nulla al fatalismo e a tentazioni allarmistiche.

Posto che la diffusione di una malattia infettiva o di qualsiasi altra natura deve sempre essere contrastata con tutti gli strumenti disponibili di prevenzione e di cura, anche quando il dato di mortalità è basso come nel caso della attuale “sindrome cinese”, resta il fatto che l’attenzione mediatica dedicata a COVID-19 costituisce per molti aspetti un caso di “informazione ipertrofica” che meriterebbe una riflessione profonda, specialmente per le distorsioni che può innescare nella percezione di ciò che accade nel “mondo là fuori”.

È lecito chiedersi se gli sconfinati spazi di intervento lasciati vuoti dalla politica (un fenomeno che di per sé alimenta incertezza, insicurezza e spesso angosce del tutto comprensibili) non stiano per essere colmati da un’industria della comunicazione sempre più ingombrante, aggressiva, che corteggia il virtuale e snobba il reale, e che può condizionare le masse cavalcando paure e reazioni emotive esagerate, persino in un contesto in cui invece dovrebbero prevalere razionalità, obiettività, pragmatismo e senso della misura. Prima di ogni altra cosa, la vicenda del COVID-19 ci sta rivelando quanto sia fragile il nostro modo di vivere e di pensare.

test di laboratorio, Cina (febbraio 2020)

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